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La cultura culinaria giapponese come la conosciamo oggi, nasce dall’interazione con la tradizione gastronomica della vicina Cina.
Tra il VI e il VII secolo, infatti, i traffici commerciali tra i due paesi, fecero sì che la cucina nipponica si permeasse dei valori e dei principi buddhisti, adottati dal popolo cinese.
Il buddhismo zen, credo religioso basato sulla valorizzazione e sul rispetto di qualsiasi forma di vita, determinò l’assunzione di uno stile di vita prettamente vegetariano.
Con la caduta della dinastina Tang, verso la metà del IX secolo, l’influenza cinese arrivò al termine: iniziò così il periodo più florido del mondo giapponese, durante il quale raffinatezza ed eleganza entrarono a far parte dell’arte del mangiare e del servire il pasto.
L’importanza dell’estetica nella realizzazione dei piatti
Se volete realizzare una cena in pieno stile Giapponese, allora dovete sapere che secondo la cultura nipponica il pasto assume un valore molto importante, che va al di là del semplice bisogno nutritivo.
Per questo motivo, il cibo deve essere innanzitutto bello a vedersi, anche prima che esso sia cucinato.
Già dalla preparazione dei piatti dovrete tenere a mente che l’estetica gioca un ruolo fondamentale: le fette dovranno essere tagliate in modo regolare, le guarnizioni dovranno avere i colori giusti, le stoviglie dovranno essere adeguate al piatto che presenterete.
Piatto, cibo e utensili, in totale armonia cromatica tra di loro, dovranno costituire una vera e propria opera d’arte.